mercoledì 21 dicembre 2011

C'era una volta Cecco Rivolta

Salve popolo!
Oggi ho impostato su off la mia modalità leopardiana "studio matto e disperatissimo" e sono pronta a scrivere sul vostro blog antanista preferito!

E' ormai diverso tempo che mi tengo in corpo questo post, serbandolo in caldo per voi, miei adorati (e scarsi lettori). Arrivo al sodo: precisamente martedì scorso, mentre stavo studiando in BIBLIOTECA, la mia attenzione è stata catturata da due teste su un divanetto nell'angolo nord-est della stanza. Focalizzando il mio sguardo sui due soggetti ho notato che stavano scambiandosi effusioni nel modo in cui la gente normale, di solito, fa in luogo provato. Ripensando a situazioni simili mi sono resa conto che esistono davvero! Credevo fossero una leggenda, un animale mitologico e invece sono davvero fra noi! La specie denominata "tubatori folli"! Questa razza è composta da due individui, in simbiosi tra loro, convinti di essere una sola persona e di non riuscire a respirare se non dimostrano al resto del mondo quanto sono belli, dolci e simpatici insieme. Beh, ho una notizia per voi tubatori folli: al resto del mondo non interessa vedervi mentre vi fate una gastroscopia con la lingua, bensì, quando si è in luoghi come le BIBLIOTECHE, i cinema, le librerie, o qualsiasi altro luogo vorrebbe solo continuare a fare quello che sta facendo senza di voi che cercate di ucciderlo facendogli salire il livello di glicemia fino al massimo tollerabile.

Con questo breve post mi congedo lasciandovi con i Panic! At the disco:

1 commento:

  1. Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    Cattivo come il tempo
    Quando il tempo e cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore così bello
    Così felice
    Così gioioso
    Così irrisorio
    Tremante di paura come un bambino quando e buio
    Così sicuro dì sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che faceva paura
    Agli altri
    E li faceva parlare e impallidire .....
    Jacques Prévert

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