Salve popolo!
Come prematuriamo in questo sabato sera? Spero a voi sia andato molto meglio che a me cari ragazzi (anche se peggio credo sia difficile)!
Ormai ho capito che sto invecchiando malissimo; più passa il tempo più mi sento a disagio con la gente che non conosco. Non vi nascondo i miei problemi relazionali ma cavolo, una volta avevo degli amici che vedevo regolarmente e con cui uscivo. Eravamo tanti disgraziati adolescenti che si divertivano male, ma almeno si divertivano. Oggi rivedo le stesse persone enon c'è più la voglia di stare insieme, la sensazione di gaia idiozia adolescienziale si è estinta insieme a morosi, università, compagnie diversi, gruppi musicali e menate varie.
Non amo molto piangere sul latte versato ma se è capitato anche a voi potrete convenire con me che è alquanto strano. In fondo si torna al solito discorso di un post di poco tempo fa: "Non riesco a ricordarmi che ti devo dimenticare". Io ODIO le ZDR!
Non so cosa sta succedendo qua intorno. Riesco a percepire che ci sono cambiamenti nell'aria, ma sembra sempre di restare incollati al punto di partenza. "Nessun uomo è un isola" disse qualche tempo fa un saggio, e la cosa potrebbe essere vera, sinceramente la condivido ma non è che più che affezionati ai nostri amici siamo attaccati al ricordo che abbiamo di loro?
Poi ci sono facebook, tweetter, telefoni, sms per gli auguri e altro a metterti a confronto con il tuo passato ed il tuo presente. Paragoni quello che sei a quello che avresti voluto essere qualche anno prima, confronti il risultato attuale con quello dei tuoi conoscenti e concludi che se tu ti fossi dato all'ippica tu avresti fatto di molto meglio.
Ma sai il che c'è?! Fanculo, io mando tutti a quel paese e al sabato sera sfogherò le depressioni di una settimana passata sui mezzi pubblici andando al cinema da sola a vedere il che mi pare o dedicandomi ad attività eremitiche affini in attesa di tempi migliori.
Deliri di un ubriaca a parte credo che farò festa.
Il post lo metto a sabato anche se in realtà sono me 2.20 di dimentica mattina.
PS: Fatevi due risate.
Mi congedo.
-E-
sabato 5 novembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
come spiazzare una persona lezione numero 8: "Da quando l'ho incontrata, vivo nell'ansia di poterla ritrovare." [Gruppo FB]]
Salve popolo!
Oggi "festeggiamo" l'anniversario dell'allagamento di Firenze del 1966 e siccome c'è una certa ciclicità negli avvenimenti quest'oggi tocca alla Liguria. Stiamo vicini ai neo-alluvionati.
Quest'oggi vi parlerò di una mia recente esperienza interpersonale con un altro soggetto del genere Homo sapiens sapiens.
Piccola premessa: anche se dalle righe dei post che scrivo non sembra, la sottoscritta ha fin dalla nascita il gravissimo handicap di non sapersi relazionare con le persone. Questo è manifestato tramite un linguaggio corporeo di chiusura, voce bassa o totalmente assente, evidente lontananza dal soggetto interlocutorio e, ciliegia sulla torta, permanente assenza del contatto visivo con il suddetto.
Questi comportamenti si manifestano principalmente in luoghi sovraffollati e in cui la presenza di estranei raggiunge il 95%. Non nascondo che questa sudditanza nei confronti degli "altri" mi ha sempre messa a disagio e da qualche anno a questa parte sto cercando rimedi per guarirne.
Fatto sta che ho sempre pensato la gente capisse il mio stato d'animo (anche se uno non studia psicologia almeno per un po' di empatia ci arriva a capire quando qualcuno è a disagio).
La suddetta esperienza recente ha fatto naufragare questa mia credenza.
Situazione:
Dopo un non semplice accordo telemantico e multipiattaforma, la sottoscritta si è incontrata con un non meglio specificabile soggetto A.
Anche se il nostro livello di conoscenza reciproca rasenta più o meno lo zero A ed io ci conosciamo da abbastanza tempo, quindi ero a mio agio e, convinta di non fare la solita figura dell'emo depressa, mi sono presentata pimpante e vivace, certa che sarebbe stato lo stesso per l'interlocutore.
Niente di più errato. A mi avrà guardata negli occhi circa 3 volte in una conversazione di un ora e un quarto, le spalle rigide, sorrisi contanti sulle dita di una mano. Meno male ho trattenuto la conversazione su argomenti introdotti da A perchè altrimenti la cosa sarebbe stata più imbarazzante di quanto non lo sia già stata. Non fraintendetemi, mi ha fatto piacere rivedere A dopo tanto tempo ma presentava i sintomi della classica persona che ha litigato da poco con il partner, di cui io OVVIAMENTE non so neanche l'esistenza, quindi limito ai sintomi senza dare ulteriori giudizi.
Ammetto che per una volta è stato simpatico essere il soggetto meno impacciato dei due ma questa cosa mi ha portato a riflettere:
Molte delle persone che conosco da moltissimo tempo e con cui ho rapporti abbastanza frequenti non guardano spesso negli occhi, si muovono in modo ossessivo verso la porta o la strada, controllano il telefono, si tengono a distanza di sicurezza e tante altre cose che non sto ad elencare...ed anch'io lo faccio! Forse molto più spesso di loro.
In conclusione, più passa il tempo e meno capisco le persone, comprese quelle che frequento quotidianamente. Siamo un mondo da scoprire chiuso a doppia mandata da un milione di lucchetti di cui non troviamo la chiave. Crediamo di conoscere gli altri e in realtà non abbiamo stretto la mano neanche a noi stessi. Bah, roba da psicologi (e io non ho mai fatto psicologia).
Al fine di ampliare il vostro orizzonte di analisi degli esseri umani vi consiglio l'approfondimento di alcuni termini riguardanti la Comunicazione Non Verbale:
Mi congedo.
-E-
Oggi "festeggiamo" l'anniversario dell'allagamento di Firenze del 1966 e siccome c'è una certa ciclicità negli avvenimenti quest'oggi tocca alla Liguria. Stiamo vicini ai neo-alluvionati.
Quest'oggi vi parlerò di una mia recente esperienza interpersonale con un altro soggetto del genere Homo sapiens sapiens.
Piccola premessa: anche se dalle righe dei post che scrivo non sembra, la sottoscritta ha fin dalla nascita il gravissimo handicap di non sapersi relazionare con le persone. Questo è manifestato tramite un linguaggio corporeo di chiusura, voce bassa o totalmente assente, evidente lontananza dal soggetto interlocutorio e, ciliegia sulla torta, permanente assenza del contatto visivo con il suddetto.
Questi comportamenti si manifestano principalmente in luoghi sovraffollati e in cui la presenza di estranei raggiunge il 95%. Non nascondo che questa sudditanza nei confronti degli "altri" mi ha sempre messa a disagio e da qualche anno a questa parte sto cercando rimedi per guarirne.
Fatto sta che ho sempre pensato la gente capisse il mio stato d'animo (anche se uno non studia psicologia almeno per un po' di empatia ci arriva a capire quando qualcuno è a disagio).
La suddetta esperienza recente ha fatto naufragare questa mia credenza.
Situazione:
Dopo un non semplice accordo telemantico e multipiattaforma, la sottoscritta si è incontrata con un non meglio specificabile soggetto A.
Anche se il nostro livello di conoscenza reciproca rasenta più o meno lo zero A ed io ci conosciamo da abbastanza tempo, quindi ero a mio agio e, convinta di non fare la solita figura dell'emo depressa, mi sono presentata pimpante e vivace, certa che sarebbe stato lo stesso per l'interlocutore.
Niente di più errato. A mi avrà guardata negli occhi circa 3 volte in una conversazione di un ora e un quarto, le spalle rigide, sorrisi contanti sulle dita di una mano. Meno male ho trattenuto la conversazione su argomenti introdotti da A perchè altrimenti la cosa sarebbe stata più imbarazzante di quanto non lo sia già stata. Non fraintendetemi, mi ha fatto piacere rivedere A dopo tanto tempo ma presentava i sintomi della classica persona che ha litigato da poco con il partner, di cui io OVVIAMENTE non so neanche l'esistenza, quindi limito ai sintomi senza dare ulteriori giudizi.
Ammetto che per una volta è stato simpatico essere il soggetto meno impacciato dei due ma questa cosa mi ha portato a riflettere:
Molte delle persone che conosco da moltissimo tempo e con cui ho rapporti abbastanza frequenti non guardano spesso negli occhi, si muovono in modo ossessivo verso la porta o la strada, controllano il telefono, si tengono a distanza di sicurezza e tante altre cose che non sto ad elencare...ed anch'io lo faccio! Forse molto più spesso di loro.
In conclusione, più passa il tempo e meno capisco le persone, comprese quelle che frequento quotidianamente. Siamo un mondo da scoprire chiuso a doppia mandata da un milione di lucchetti di cui non troviamo la chiave. Crediamo di conoscere gli altri e in realtà non abbiamo stretto la mano neanche a noi stessi. Bah, roba da psicologi (e io non ho mai fatto psicologia).
Al fine di ampliare il vostro orizzonte di analisi degli esseri umani vi consiglio l'approfondimento di alcuni termini riguardanti la Comunicazione Non Verbale:
e tanti altri. Qui ho linkato solo le pagine di Wikipedia ma su Google books troverete moltissimi libri consultabili gratuitamente online sull'argomento. Altrimenti ci sono sempre le buone vecchie e sane biblioteche.
Mi congedo.
-E-
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